Partiamo da un presupposto incontrovertibile: ho troppe scarpe. Non stiamo a dilungarci su quante siano, sono troppe. Credo che l’occasione di un trasloco sia ottima per fare inventari e, magari, pulizia. Quindi passiamo alle domande cruciali:
quante scarpe ho?
quante veramente uso?
di quante ce ne sarebbe bisogno?
e cos’è “bisogno”?
Da quando si è cominciato a parlare di convivenza e quindi di affitto (= soldi), di auto di proprietà (= soldi), di mantenere suddetta auto (= soldi), di acquistare qualche mobile o fosse anche solo l’aspirapolvere o la lavatrice (= soldi) ho iniziato a sentire le voci (che ripetono, manco a dirlo: “soldi”). Lavorando in un centro commerciale sono circondata dall’effimero; lavorando in un posto in cui un bagnoschiuma costa nove euro, dall’effimero per definizione. Da quando le mie priorità sono (improvvisamente) cambiate ho cominciato a guardare di sottecchi e con sospetto tutti i negozi del centro commerciale, compreso il mio. I maglioncini appesi alle grucce mi urlano: non hai bisogno di noi!! Non ne hai mai avuto!!
In realtà la sto facendo più drammatica di quello che è ma vivere un cambiamento di priorità improvviso può creare qualche scompenso.
Prima:
scarpe
accessori
scarpe (diverse da quelle di prima)
mettere da parte qualche soldo per Il Futuro
mangiare una pizza
andare da qualche parte per le ferie
Ora:
affitto
bollette
acquisto e mantenimento della macchina
acquisto di tutte le altre cose
avere da mangiare tutti i giorni
Fortuna che almeno le scarpe non mi mancheranno.
Arrivo a momenti di presa di coscienza assoluta in cui capisco che tutto è superfluo e che si potrebbe vivere benissimo con un decimo di quello che ho (anche se ora mi pare d’obbligo precisare che non sono esattamente ricca quindi bisogna intendersi sul “Mio Decimo”). Prima di tre figli, madre insegnante e padre impiegato, ho cominciato a lavorare a 22 anni come apprendista commessa, direi che già si può capire come la mia presa di coscienza sull’effimero sia soprattutto filosofica piuttosto che pratica.
Intanto domani si va a vedere il primo appartamento (45 mq, arredato, 430 euro al mese, disperso nel profondo della pianura padana).

ma che disperso e dispe…!
Sì tra l’altro come se adesso io vivessi in una metropoli!!